presentazione

A Imola, Una teoria di ombre

 

Una Teoria di Ombre

Martedì 28 febbraio saremo a Imola. E perché? Non per fiere e demo questa volta, e nemmeno per festeggiare il Martedì Grasso, ma per la presentazione del secondo romanzo pubblicato da Limana Umanìta, “Una teoria di ombre” di Valentina Zunino.

L’appuntamento, a cui vi consigliamo di non mancare, è alle 20:30 presso la Biblioteca Comunale in Via Emilia 80 a Imola, appunto.

Per chi ancora non l’avesse letto, e si trovasse da quelle parti (anche in maschera va bene uguale, tanto i veglioni non saranno ancora cominciati a quell’ora) questa è l’occasione giusta per scoprire il fantastico mondo ideato da Valentina. Un lavoro, il suo, durato anni, per dare credibilità a un worldbuilding che vi trascinerà in atmosfere che uniscono il gothic all’estetica orientale.

Già chiamarlo fantasy è riduttivo, ma chi conosce le nostre pubblicazioni sa che siamo sempre in cerca di qualcosa di diverso dai soliti cliché. Qua ci troviamo di fronte a un’investigazione attorno a un omicidio plurimo che nasconde un segreto ancor più profondo, intrecciato con la particolarissima (e pericolosa!) magia ideata da Valentina.

Ma inutile anticipare di più. Il libro lo trovate qui in cartaceo e qui in versione digitale.

Per tutto il resto ci vediamo in biblioteca per saziare la vostra curiosità.

 

Lasciatevi avvolgere dall’ombra

copertina_72dpiAvete già visto che magnifica copertina? Tutto merito di Francesca Sasso del 48h Studio, che ha colto appieno le atmosfere di “Una teoria di ombre”, il prossimo romanzo di Limana Umanìta che uscirà per Lucca Comics & Games 2016. L’autrice, come forse già sapete, è Valentina Zunino, che ci ha emozionato nelle passate edizioni de “I mondi del fantasy”, regalandoci atmosfere dalla magia inquietante e favolistica a un tempo.
A dimostrazione che ci piace coltivare i talenti, eccoci dunque a pubblicare il suo romanzo, primo capitolo di una validissima trilogia fantasy (anche se il volume può essere letto a se stante) che vi lascerà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, perché non è mai possibile cogliere appieno cosa si nasconde nell’ombra…

Luca: Cominciamo tastando il polso dell’autrice. “Una teoria di ombre” è il tuo primo romanzo, la prima pubblicazione che esce con il tuo nome in prima di copertina. Provi più orgoglio o più paura per il confronto che ti appresti ad avere con i lettori?
Valentina: Più che paura è abissale terrore. Nelle antologie in cui ho pubblicato in precedenza potevo mimetizzarmi nel mucchio, invece qui è solo il mio “pargolo” a dover essere letto, valutato e criticato (ahimè). La mia speranza è che il libro nel suo insieme venga considerato abbastanza valido da far perdonare le imperfezioni.

L: Il mondo che delinei è concluso e perfetto in ogni suo aspetto, gotico ed esotico al tempo stesso, magico ma pericoloso. Vuoi dirci qualcosa di più sulle sue leggi, in particolare quelle che regolano la magia, appunto?
V: La magia nel mio mondo è incontrollabile e spietata. Ci sono naturalmente delle regole per manipolarla, ma nemmeno i maghi sono sicuri di quali siano, perché da secoli sono incapaci di comunicare correttamente con essa. È come se la magia avesse d’improvviso iniziato a parlare una lingua sconosciuta, e senza il corrispettivo di una Stele di Rosetta! Di sicuro nel crearla volevo applicare fino alle estreme conseguenze la legge biblica dell’occhio per occhio, infatti qualsiasi azione umana ha una sua immediata e spesso catastrofica reazione da parte del magico, soprattutto quando a soffrire è un animale: per questo i miei personaggi sono giocoforza quasi del tutto vegetariani, non hanno altra scelta.

L: Quali sono state le fonti di ispirazione per il mondo de “Una teoria di ombre”?
V: Sono una lettrice vorace, quindi non posso puntare il dito con sicurezza e dire “è stato questo o quello”. A volte a darmi l’ispirazione è bastata un’immagine o la frase di un libro o ancora il verso di una poesia, piccoli spunti che si sono incastrati insieme per dar vita a quello che è diventato il mio mondo. Premesso questo, di sicuro il “Genji Monogatari” è stato basilare nel creare l’atmosfera del mio romanzo. Per esempio il concetto di “direzione infausta” era tipico della società giapponese dell’epoca e mi ha sempre intrigato, non ho potuto fare a meno di “rubarlo”. Inoltre fin da bambina ho avuto una grande fascinazione per gli animali mitologici e per il folklore, una passione che ha dato origine alle “bestie-spirito” presenti nel mio libro.

L: E quali autori prediligi come lettrice?
V: La prima a venirmi in mente è di sicuro Ursula Le Guin, praticamente la venero! Mi piace anche molto Lev Grossman, un autore che ho scoperto per caso solo pochi anni fa e di cui adesso non riesco a star senza. Dovrò poi nominare Jane Austen, che continuo a rileggere senza mai stancarmi, e Antonia Byatt: il suo “Possessione” è un assoluto capolavoro.

L: Il romanzo è giocato su due misteri. Da una parte l’omicidio che dà il via alle indagini di Armindher, dall’altro il quesito che ha tormentato Isen negli ultimi anni della sua vita: perché le Nothyen nascono tutte con lo stesso volto? La componente thriller è sicuramente molto sentita. È un altro genere nel quale ti muovi a tuo agio?
V: L’ironia sta tutta nel fatto che ero convinta di aver scritto un romanzo fantasy a sfondo giallo, quindi che si sia rivelato un thriller mi ha lasciato basita. Misteri del subconscio.

L: Un esercizio da scrittore e promotore. Se dovessi descrivere il tuo romanzo in tre parole, quali useresti?
V: Dark. Fatalistico. Animalista.

L’autrice sarà con noi in occasione della conferenza stampa a Lucca, domenica 30 ottobre alle ore 10:45 in Sala Ingellis per parlare del suo romanzo.
“Una teoria di ombre” sarà in vendita presso il nostro stand al Lucca Comics & Games, padiglione Carducci, e online a partire da novembre.

Dalle ore 18 di lunedì 24 ottobre alle ore 12 di mercoledì 26 ottobre avete inoltre la possibilità di aggiudicarvi una copia omaggio del romanzo, partecipando al giveaway sulla nostra pagina Facebook. Che aspettate allora? E in bocca al lupo!

Non siate pesci rossi

lama_confini_03 copiaEra circa un anno fa, sì, più o meno in questo periodo. Faceva più caldo, comunque. Ma si sa, non ci sono più le mezze stagioni.
L’autore aveva appena depositato nella mia casella mail un file con un nome da replicante: Mado_01. Era la prima bozza di quello che sarebbe diventato “La legge dell’oblio” .

Cominciai a leggere sapendo che l’ambientazione sarebbe stata la stessa del primo racconto che Luca Simioni aveva pubblicato con noi, “Torce nel buio” (ne “I mondi del fantasy II”). Trovai l’immensa desolazione del deserto, razze aliene ai miei occhi tratteggiate con maestria letteraria, una scrittura di grande impatto visivo ed emotivo, un’atmosfera che si concretizzava nel crocevia tra “Dune” e “Il deserto dei Tartari”, un buon Turtledove e l’intramontabile Gemmell. Insomma, qualcosa che nemmeno con un grande sforzo potevo etichettare come “un banale fantasy”.

12963453_1767687486798624_2110690133215401597_nC’è il viaggio, sì. C’è la quest, è vero. Ma tutto questo è solo il pretesto: già Tolkien ci mostrava (e poi molti autori improvvisati l’hanno dimenticato) che il viaggio è soprattutto crescita, cambiamento, nuovi dubbi che ci fanno diventare qualcosa di diverso. Il viaggio è quello che compiamo ogni giorno su questa Terra, ma non ce ne accorgiamo, viviamo concentrati sul momento, non percepiamo la nostra stessa evoluzione. I romanzieri sono qui per questo, hanno il compito di mostrarci quanto siamo in grado di diventare diversi da noi stessi.

“La Legge dell’Oblio” mette in luce il talento narrativo di Luca Simioni: non una parola fuori posto. La prosa è eccellente, qualitativamente sopra la media, degna di altri romanzi di caratura internazionale.

Lastambergadeilettori.com

13226645_1783055631928476_3119038214713677189_nIl protagonista de “La legge dell’oblio” vive per il dovere, la famiglia, la comunità: da essi non ha mai alzato gli occhi per guardare davvero quello che aveva intorno, chi erano i veri nemici e chi gli improbabili alleati di una nuova presa di consapevolezza. Parte… e come il pesce rosso che scopre che oltre le boccia c’è un mondo intero, diventa insoddisfatto…
Aver editato questo testo insieme all’autore mi ha regalato il privilegio di fare un viaggio in una letteratura di altissimo livello che si è nutrita di acute riflessioni, di esperienze di vita, di approfondite letture. I senza nome, Gemale, ferro vivo, comunità-torre sono parole ormai entrate a far parte del mio immaginario. E da un anno a questa parte anche di quello di tanti lettori.

Limana Umanìta ha sempre rifiutato le etichette e i pubblici “facili”: Project H.O.P.E. e Brass Age raccolgono attorno a sé quei giocatori stanchi dei cliché e non di rado dediti a buone letture. Non volevamo che la linea editoriale fosse da meno.
In questo momento altri testi sono in lavorazione, e il catalogo presto si amplierà. Ne emergeranno libri di esordienti dalle penne raffinate, dalle visioni originalissime e potenti: fantasy con messaggi forti, complessi, colti, adulti. Fantasy per farci evolvere.
Aprite quelle pagine, non ve ne pentirete.

 

“La legge dell’Oblio” è uno specchio deformante di tanta attualità, dalla convivenza tra persone diverse all’incontro tra mondi opposti passando per il desiderio di imporre uniche ideologie. Un libro quindi con più livelli di lettura che rivela una nuova voce di casa nostra.

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