Non è come sembra!

Adesso guardate questa foto e ditemi: cosa vedete?

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Avete sbagliato!

Quelli che a un occhio distratto passano per i resti (di cibo e vettovaglie) e gli avanzi (umani) di un’abbuffata di un qualsiasi mercoledì sera, è in realtà il campo di battaglia dove ci siamo confrontati per dare vita ai giochi e ai mondi che continueranno a tenervi compagnia da qui ai prossimi anni.

Facendo tesoro di napoleonici insegnamenti, lasciamo che l’esercito di idee partorito dalla nostra mente viaggi su stomaci satolli. E ovviamente su chiacchiere e goliardate, ma quelle non le vedete nella foto.

La Storia è fatta anche di momenti come questi, che non compariranno mai in nessuna cronaca, e che pure rappresentano il sale del nostro lavoro, che non potremmo continuare a fare se prima di tutto non ricordassimo di essere (vecchi!) giocatori che non hanno smesso di divertirsi a fare ciò che fanno, e farlo insieme.

Sono nate molte cose attorno a quel tavolo. Ne sentirete parlare presto!

Non sono ringraziamenti ma sogni stortignaccoli

14877077_10209875404418444_374344880_n Lucca per me è la summa delle contraddizioni.
Non vedo l’ora ogni volta di andarci e puntualmente dopo nemmeno due giorni vorrei scappare a gambe levate.
È il momento dove il lavoro degli ultimi sei mesi è lì REALE sul tavolo, che la gente lo sfoglia e tu passi i tempi morti tra una spiegazione e l’altra a progettare con Riccardo il prossimo volume.
È la fiera delle cene, ogni sera in un posto diverso, quando io dopo le sette il resto dell’anno non tocco cibo.
Sono le partenze con il furgone pieno e la speranza di un ritorno con il furgone vuoto.
Anche questa volta Lucca mi ha messo davanti a una nuova contraddizione.
Ma una volta tanto sono felice che sia accaduto.
Denis e Eros hanno coronato un loro sogno, di quelli piccoli stortignaccoli come piacciono a me: hanno pubblicato con noi il loro primo gioco di ruolo.
In questo ultimo anno mi hanno chiesto un mucchio di consigli e io dal basso della mie competenze li ho aiutati come ho potuto.
14961352_10209719785982990_1260141628_nE non senza un pizzico di orgoglio spero di aver “insegnato” loro le basi per poter fare un buon GdR.
Poi è iniziata Lucca, e li ho visti all’opera.
Ho visto con quale facilità creavano empatia con le persone, li ho visti parlare con altri operatori del settore, come se fossero amici da anni. Ho scoperto che con altri erano già amici da anni.
Ho visto l’affetto che sono riusciti a creare verso il loro piccolo sogno e di come ogni persona che acquistava il manuale, prima ancora che ne scoprisse il valore, era già felice di poter contribuire a qualcosa di bello.
E io improvvisamente, dopo quasi dieci anni di fiera, ho scoperto che “questo” non lo avevo mai fatto, o per lo meno non con la loro naturale bravura.
E ho scoperto che avevo tanto da imparare, così da insegnante mi sono ritrovato ad essere “allievo”.
Lucca è anche questa contraddizione; sembra sempre la solita cosa, e finisce che ogni anno ti regala qualcosa di nuovo.

P.S. per la cronaca poi il furgone è tornato veramente vuoto…
Sì perché TUTTI i volumi che ci siamo portati sono stati venduti, e quelli rimasti sono partiti oggi per Torino.
Se fossi Eros o Denis direi: “veni, vidi, vici”.

Tutta la differenza del mondo

furgone

Uno di noi

Questi giorni per chi fa un lavoro come il mio, sono giorni pieni di cose da fare.
Lucca è lì che ci guarda e noi per quanto possibile cerchiamo di arrivare alla partenza preparati.
Tra le varie incombenze che ci sono, c’è quella di preparare il furgone, con le robe da portare.
Nella Limana se ne occupa Gianluigi, che è il membro silenzioso del gruppo.
Quanto più noi ci occupiamo di inventare mondi, tanto più lui si preoccupa che poi a Lucca ci siano le fascette, un martello e dei chiodi, e vi assicuro che le due cose nell’economia della fiera quasi si equivalgono.
Gian che noi chiamiamo “ il Conte” perché è VERAMENTE un conte con tanto di stemma nobiliare, si occupa pure di monitorare l’inventario di tutte le nostre pubblicazioni (che in nove anni sono diventate tantissime).
Ieri discutendo con lui, mi comunica che di Brass Age ne sono rimaste meno di 50 copie e che presto dovrà essere ristampato.

 

Tutto in offset

Tutto in offset

La cosa mi ha fatto un certo effetto, non perché sia il primo ad essere “quasi” esaurito (Project Hope è a due edizioni e tre ristampe), ma perché Brass ha avuto una tiratura altissima per un GdR medio italiano.
Questo perché per avere una qualità di stampa e di confezione, lo abbiamo stampato in offset.
Per chi non è avvezzo all’editoria questa cosa dirà poco o nulla, ma vi assicuro che è stato un bell’azzardo.
Tutta questa pappardella per dire grazie a tutti quelli che hanno comprato Brass e che lo hanno/ lo stanno giocando.

Ovviamente lo ristamperemo immediatamente, che quasi nessuno si accorgerà della cosa, tranne che per un piccolo particolare: in fondo dopo i ringraziamenti ci sarà una piccola scritta, poche parole: “ristampa” che alla fine sono solo otto lettere, ma che per me fanno tutta la differenza del mondo.

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