Genesi e ascesa di Roma: dall’idea ad A.V.C.

gladiatore_color_backRieccoci oggi con la seconda parte dell’intervista ad Eros Simoni e Denis Orlandini (la prima parte potete leggerla qui), gli autori di una delle novità Limana Umanìta in programma per il prossimo Lucca Games 2016: “Ab Urbe Condita”, il GdR di cospirazioni, intrighi e giochi di potere ambientato nella Roma antica, al tempo dell’imperatore Adriano, che mutua molte concept rules da Brass Age e, come nella migliore tradizione Limana, si colloca sulla stessa linea temporale di questo (perciò anche di Project H.O.P.E.). Un universo quindi sempre più in espansione, che darà modo ai giocatori di esplorare una nuova ambientazione storica.

Luca: Come nasce il gioco? Di chi è l’idea, e chi sono state le vostre cavie… ehm… beta-testers!

Denis: L’idea era di Eros, erano già un paio d’anni che cercava di creare qualcosa, me ne ha parlato e io ho cominciato a buttar giù delle proposte. Da lì è nato tutto. Tra i miei tester posso annoverare, oltre ai mitici Riccardo Giuliani e Simone Fini, due dei peggiori tester della storia del GdR, il Curte e il Maestro Leo. Abbiamo giocato via Skype, è stato terribile. Curte sembrava trasmettesse da Marte e meno male che c’erano Riccardo e Leo a pianificare le cose, altrimenti gli altri due sarebbero ancora in giro a Chiusi a cercare una risposta al mistero del Trasimeno. Ciò che accadde quella sera me lo porterò nel cuore tutta la vita, era il 27 novembre, il mio compleanno, un venerdì, e ho avuto l’onore di far testare il mio/nostro gioco ai miei idoli del GdR.
Eros: All’interno dell’Associazione ludica Gilda del Grifone di Torino alcuni ragazzi scrissero un’ambientazione Antica Roma con idee eccellenti e altre rivedibili, ma il concept mi intrigò e iniziai a scrivere una prima stesura facendo alcuni test che però non furono molto proficui. Poi con le idee di Denis abbiamo creato questo prodotto e anch’io ho avuto le mie cavie, in associazione: giocatori di ruolo da ben 20 anni e in alcuni casi anche 30, quali Ferdinando Marzuoli, il presidente della Gilda del Grifone, Davide Murmura, a suo volta un ottimo creatore di GdR, Daniele Agliata, Giacomo de Carolis e Francesca Copperi, a cui sono seguiti altri tester, sempre in associazione, che hanno giocato con trasporto e soprattutto dandomi parecchi suggerimenti per completare lacune su alcune fasi di gioco o sulla creazione del personaggio.

GladiatoriL: Pianificazione rigorosa o caos creativo? Quale delle due ha predominato nella creazione del regolamento e nella scrittura dell’ambientazione?

D: Io sono molto pignolo di mio e amo pianificare tutto (ed è per questo che batto sempre Eros a Sword of Rome della GMT) però l’inizio di un qualcosa per quel che mi riguarda avviene in modo casuale. Ho bisogno di una forte ispirazione, se c’è è la fine.
E: Io sono esattamente il contrario di Denis. Io non pianifico. Quello che mi passa per la mente scrivo e butto giù, sarà per quello che anni fai ebbi un’idea per un romanzo storico e dopo otto capitoli mi sono fermato e da lì non riesco a muovermi. Credo che questa cosa ci completi parecchio.

L: Collaborazioni importanti per questa vostra prima opera?

D: Voglio cominciare da una persona, quella che ha interpretato al meglio le nostre idee e le ha trasformate in immagini splendide, come molti hanno già potuto vedere. La mitica Elisa Ferrotto, che si è sobbarcata la quasi totalità delle tavole e la copertina del manuale, e che noi non possiamo che ringraziare. Avremo anche tavole del maestro Andrea Longhi e di due cari amici, nonché grandissimi disegnatori, Simone Delladio e Laura Spianelli, che dovrebbero regalarci una mappa dell’Impero spettacolare. Tutto lo staff Limana ci ha aiutato e sostenuto in questa impresa e poi i due mostri sacri del GdR, Curte e il Maestro Leo: i loro consigli sono stati preziosi e fondamentali (ho passato una sera a Modena a prendermi i loro insulti, speriamo ne sia valsa la pena). Un ultimo ringraziamento lo volevamo fare anche a Gionata Dal Farra, che si è dimostrato un signore e una persona onesta e corretta.
E: Ha già detto tutto Denis. Io da parte mia posso citare il sostegno che ho ricevuto dalla Gilda del Grifone in toto, e dai miei compagni della Legio I Italica.

L: State già pensando a creare un brand, come Limana ha fatto per Project H.O.P.E. e Brass Age con delle uscite regolari?

D: Beh noi abbiamo già in preparazione altro materiale e volevamo creare delle uscite regolari, abbiamo anche intenzione, grazie al supporto della Gilda del Grifone, di indire tornei ed eventi legati al nostro gioco, visto che in associazione, a quanto pare, ha ottenuto un discreto successo.
E: Sì, ribadisco, il sostegno della Gilda del Grifone è importante, tanto che si sta pensando a un torneo GdR oltre che a far uscire avventure nel futuro.

vestaleL: Come l’hanno presa le vostre famiglie quando avete annunciato in pompa magna “diventeremo autori di giochi di ruolo?”. Sarebbero state meno dispiaciute se aveste detto loro che volevate diventare pianisti in un bordello?

D: Partendo dal presupposto che sono ancora in tempo per andare a lavorare in un bordello, i miei e sopratutto mio fratello (due lauree) sono rimasti piacevolmente colpiti, ma devo comunque ammettere che la mia prima fan è stata mia moglie, che mi ha sostenuto in ogni momento di difficoltà e ogni volta che mi veniva una crisi. E me ne sono venute molte, fidatevi.
E: Non molto da segnalare. Sfortunatamente sono l’unico nerd in famiglia e all’annuncio di questo evento mi hanno guardato e mi hanno detto “bravo” ma nulla di più. È andata meglio tra i vari amici, soprattutto con il buon Massimo Loprato, a cui si deve – per sfortuna di tutti – il mio ingresso nel mondo del GdR.

L: C’è ancora spazio per un ringraziamento e un saluto!

D: Grazie di cuore a tutti, comunque vada è stato un piacere
E: Mi accodo ai ringraziamenti e aggiungo: stiamo realizzando un sogno che era partito per gioco e che si spera possa diventare qualcosa di più.

La (ri)fondazione di Roma

12647554_10204024320447762_7843191823284675202_nOrmai lo sapete, a Lucca Games quest’anno sbarcheremo con un nuovo, entusiasmante titolo: “Ab Urbe Condita”, nome in codice in redazione: “A.V.C.”
È il primo gioco di ruolo prodotto da Limana che non ha per autori i nostri immarcescibili e infaticabili Simone Fini e Riccardo Giuliani – attualmente impegnati nella preparazione della nuova espansione di Brass Age, di cui vi parleremo a tempo debito – ma nasce da un’idea di Denis Orlandini ed Eros Simoni, che nel corso degli anni hanno compiuto quell’evoluzione da-appassionati-di-Project-H.O.P.E.-ad-amici che ci ha gratificato più di aver polverizzato anche la seconda edizione del manuale 2.0.
Metamorfizzandosi ulteriormente da giocatori ad autori, hanno creato un gioco di ruolo che, siamo sicuri, entrerà a pieno diritto tra i vostri titoli cult. Per parlarne li abbiamo incastrati in un’intervista web senza possibilità di scampo, ed ecco le loro risposte.

Luca: Ciao ragazzi! O forse dovrei già dire “Autori”. Chi sono Denis ed Eros?

Denis: Beh, io sono un fanatico di giochi di ruolo e giochi in scatola. Ho cominciato a 13 anni a giocare di ruolo e non ho ancora smesso. Sono un appassionato di storia militare e amo i giochi di strategia, sopratutto GMT, di cui posseggo una piccola collezione. Per il resto sono un padre e marito abbastanza severo.
Eros: In primo luogo sono un appassionato di storia classica, soprattutto romana, e “milito” come rievocatore storico della Legio I Italica. Sono un praticante di giochi da tavolo e di ruolo da una ventina d’anni. Leggo molto ma quasi esclusivamente i miei generi preferiti: romanzi storici (romani o greci) e fantasy. Altro c’è poco da aggiungere se non dire che a tempo perso lavoro anche come semplice operaio.

L: Da nerd a nerd (ma immagino che voi siate, come noi, nerd ante-litteram dell’epoca in cui venivamo additati 13247768_10204633861045896_4285091648102917696_ocome “strani” e non ammirati fenomeni di costume), come siete caduti nei Giochi di Ruolo?

D: A 13 anni un mio amico se ne arrivò con un gioco strano, contenuto in una scatola rossa con un drago. C’erano anche dei dadi dalle forme bizzarre. Abbiamo iniziato a giocarlo e non ci siamo più fermati. Erano gli anni Novanta e abbiamo vissuto interamente l’epoca  dei giochi di ruolo. Da D&D a Cyberpunk, passando per Girsa, Star Wars, ecc. L’estate era il momento per ritrovarci e giocare senza limiti.
E: Beh per me è stato un caso; un mio carissimo amico (Massimo Loprato, non so se posso dirlo) mi parlò un giorno di Dungeons & Dragons, l’idea mi piacque subito e tirammo su un gruppo di gioco. In effetti devo a lui questa scoperta e da lì in avanti ho approfondito e iniziato a giocare, soprattutto fantasy, fino a scoprire poi altre ambientazioni e altri sistemi di gioco.

L: Per la prima volta autori di un gioco tutto vostro che verrà pubblicato da un editore italiano. A parte la certezza che saranno ancora fatica e sudore, qual è la sensazione che predomina in questo momento?

D: Sono ancora incredulo. È una sensazione strabiliante, una grande soddisfazione. Ora, se il gioco piacerà, come speriamo, saranno tutti *azzi nostri. L’unica cosa di cui sono/siamo sicuri è che ci stiamo mettendo il massimo impegno.
E: Ancora non mi capacito della situazione. Da quando siamo partiti a scrivere il gioco non credevo si arrivasse a una situazione simile, ma credo che i giorni di ansia maggiore debbano ancora arrivare.

L: Scherzo, ci saranno anche tanto divertimento e soddisfazioni. Ma intanto: perché un gioco ambientato nell’antica Roma?

D: Innanzi tutto perché è un periodo storico che ci piace molto, sopratutto a Eros (lui non l’ha detto perché troppo modesto, ma la Legio I Italica è quella che collabora con Alberto Angela per il programma “Ulisse”). Era da tempo che pensavamo di creare un regolamento per giocare nell’antica Roma, ma non tanto in versione fantasy, piuttosto molto legata alla Storia. Con l’uscita di Brass Age ho cominciato a immaginare le due cose insieme e così, due estati fa, avendo un po’ di tempo libero, ho buttato giù quelle che sarebbero divenute le basi del gioco. L’ho presentato a Eros che ne è rimasto piacevolmente colpito e poi l’ho comunicato al grande Simone Fini che ci ha spinto a continuare il progetto e ampliarlo, e così abbiamo fatto.
E: Mi ricollego a Denis e confermo: la Legio I Italica di Rovigo è una bellissima realtà, che tra le altre cose mi sta supportando in ogni modo. Tempo fa, dopo aver giocato a Lex Arcana, mi sono imbattuto in un’ambientazione Antica Roma per D&D. Alcune cose erano interessanti e da lì ho preso spunto per provare a scrivere qualcosa di più reale e snello. Poi Denis mi ha sottoposto l’idea sua con le regole molto semplici e chiare e non ci ho pensato un secondo di più ad accettare la sua proposta.

barbari_color_02L: Anticipo quello che diranno tutti: “Ma è Lex Arcana!”. Adesso provate un po’ a convincermi che non è così…

D: Nonostante Lex Arcana sia un gioco che ho amato tanto, tra i nostri due prodotti c’è una discreta diversità. Lex Arcana è ambientato in un ipotetico impero romano che grazie alla magia non cade nel 476 d.C. e il sovrannaturale e la magia sono molto diffusi. Il nostro gioco è ambientato nel 120 d.C., durante la massima espansione dell’Impero Romano sotto l’imperatore Adriano. Esistono il mistero e il sovrannaturale ma in chiave più storica: cioè quei fenomeni sono analizzati dal punto di vista di un abitante dell’epoca. Inoltre abbiamo preferito dare ai Magister (Master) la possibilità di scegliere se e in che modo inserire i fenomeni paranormali, con qualche chicca e molti ipotetici collegamenti a Brass Age e Project Hope.
E: Ha già detto tutto Denis. Il nostro sarà più verosimile e vicino alla Storia. Certo, mistero, esoterismo, superstizione e fenomeni sovrannaturali saranno presenti, ma come li poteva intendere un uomo vissuto nell’epoca dell’Imperatore Adriano.

E si conclude qui la prima parte dell’intervista agli autori Denis Orlandini ed Eros Simoni. Per la seconda parte delle loro risposte, restate sintonizzati sul nostro sito.
E intanto, se la scimmia di A.V.C. vi ha già preso al collo, correte a collegarvi al gruppo Facebook.

A presto!

Le trame vengono al pettine!

front (Duplicate)Dovreste ormai saperlo, questo è quel periodo dell’anno in cui tutte le trame vengono al pettine!
E non sto parlando della stagione di Game of Thrones, ma dell’annuncio degli autori selezionati per l’antologia IMDF VI!



Sì, infatti il premio organizzato da Limana e Scriptorama è più vivo che mai e, giunto quest’anno alla sesta edizione, continua a dare parecchio lavoro alla giuria. Che, lo sapete, è severissima!



Abbiamo sempre seguito una sola Stella Polare, che è quella della qualità, e vogliamo continuare su questa rotta, l’unica che riteniamo all’altezza dei nostri lettori. Se la pubblicazione dell’antologia del draghetto è attesa ogni anno con tanto interesse è perché sa regalare brividi ed emozioni con le sue piccole (solo 18.000 battute per ogni racconto!) perle di fantasy.



Ne troverete altre 18 per la vostra collana… di narrativa, nel prossimo “I mondi del fantasy VI”, che come sempre vi attende alla fine di ottobre a Lucca Comics & Games, dove lo presenteremo alla presenza degli autori. Ed eccoli qui, insieme ai titoli dei racconti qualificati:



Artuso Serena – Desert’s Rose
Bertoli Marco – Murtair
Cappelli Francesca – Helga
Del Debbio Alessio – Parasomnia Berlin
Filipazzi Marco – Notte rosa a Riccione
Frailis Alessandro – Mamacita
Gabrielli Daniele – Il pirata Stevenson
Gallato Giuseppe – La messaggera dello specchio
Gnesi Bartolani Diego – Non di re o di governanti
Leonardi Alessandra – I cosiddetti fantasmi
Losi Marco – Effetti ignoti
Lovisolo Marco – La vendetta del signore degli zombie
Maestri Marcello – Letice
Pasquero Selina – Il mio nome significa speranza
Petrino Annarita – La leggenda di Dio
Pietrantoni Alberto – Le montagne di nessuno
Simioni Luca – La lente di sinistra
Zunino Valentina – Time in an hourless house



romanzo la legge dell'oblio

Vogliamo ben sperare che molti di loro troveranno ora il coraggio di sottoporci i loro romanzi nel cassetto, perché la nostra linea di narrativa crescerà di pari passo con il premio.



In passato abbiamo saputo vederci lungo, e il premio “I mondi del fantasy” è stato il trampolino per molti e una tappa importante per tanti. Da esso sono emersi Luca Simioni (l’autore del nostro primo romanzo, “La legge dell’oblio”), Valentina Zunino (con un romanzo orientale-gotico di prossima pubblicazione!) e Simone Porceddu (super-spoiler!!!) che sarà la novità narrativa del prossimo anno.



E il drago continua a volare…



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